
Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla.
M. L. King



Perché Papillon?

AL BUIO, UNA PICCOLA FIAMMA
Nella stanza dove ho vissuto tutta la mia adolescenza, ho ritrovato un diario su cui scrivevo i miei pensieri durante i primi anni del liceo. Mi ricordavo bene della sua esistenza ma non l’avevo mai più aperto. Prima di quel momento non ho mai provato la necessità di rileggerlo, come se l’importante non fosse quello ma saperlo esistente, lì.

NIENTE DI PERSONALE, TUTTO DI COLLETTIVO
“More than meets the eye”
Brilla fortissimo sospeso in una notte che profuma di gelsomino, mi si apre davanti mentre con gli occhi socchiusi assaporo un pezzetto di panna allo zabaione e giro l’angolo silenzioso della strada di casa, è arrampicata su uno scheletro di ferro e sembra scaldarlo timidamente come il sole dell’alba intiepidisce la sabbia infreddolita dalla mareggiata ruvida delle tre del mattino.

LA PSICOTERAPIA È UNA CURA?
In questi ultimi anni stiamo assistendo a una cosa, secondo me, estremamente positiva, cioè che tantissimi ragazzi si rivolgono allo psicoterapeuta. È crollato il tabù, per cui chi va dallo psicologo è matto.. Per fortuna questa cosa è è passata e adesso ci sono un sacco di ragazzi che ci vanno.
Però la mia sensazione, che è forse un po’ più di una sensazione, è che la psicoterapia si sia persa la caratteristica fondante e cioè quella della terapia, per diventare invece più un sostegno, un’assistenza, come se questo bombardamento quotidiano che subiamo che ci dice che tutto ciò che ha a che fare col disturbo mentale ha un’origine organica, abbia finito per deresponsabilizzare gli psicoterapeuti, per cui la cura sostanzialmente, quella vera, la fanno i farmaci.


NESSUNA LEGGE È PER SEMPRE
Caro Papillon,
quando diversi anni fa, spinta dalla curiosità e dall’incoscienza, sono andata in Israele, ho visto tante cose.
Era novembre e faceva caldo, un bel caldo, come quello delle vere mezze stagioni. Ricordo gli ulivi e il deserto, ricordo la sensazione così strana di rimanere a galla nelle acque del Mar Morto e la gazzella che ci aspettava all’alba tra le rovine della fortezza di Masada.

HA VINTO IL NO
Sono emozionata, come non mi capitava da tanto tempo per un risultato politico (sì, politico!). E chissà perché mi vengono in mente i miei bambini di un anno e mezzo, che parlano ancora poco. Quasi niente. Ma si fanno capire e una cosa la dicono forte e chiara: no.