MOONRISE KINGOM, Una fuga d’amore…

MOONRISE KINGOM, Una fuga d’amore…

Ciao Papillon! si ti dico ciao! Perché anche se scrivo mi piace immaginarti in un dialogo.
Sai questa sera è stata una serata bellissima. Inaspettatamente nonostante il caldo, l’estate, il sole… l’arte ancora una volta mi ha colpita.
E questa volta a farlo è stato il cinema.
Avevo voglia di uscire, in casa con questo caldo proprio non ce la facevo a restare e curiosando su internet…toh leggo “Moonrise Kingdom – una fuga d’amore”.
Non ci ho pensato due volte, mi sono detta “devo andarci”.
Per cui corri, veloce, mi cambio al volo, sudata in autobus, la mascherina che mi toglie l’aria e poi arrivo li….cinema all’aperto!
Una piazza gremita di giovani in fremito, con occhi lucenti che erano lì in attesa del film. E poi, ciliegina sulla torta, apertura dell’evento con l’intervista al registra in persona Wes Anderson.
Sento la sua voce, non lo vedo, sono tra le ultime file, ma riconosco la passione che scorre dentro di lui.
Terminata l’intervista, si spengono le luci (letteralmente all’interno della piazza!) e parte questo film bellissimo che parla di una vera e propria fuga d’amore messa in atto da due adolescenti. Lui uno scout, lei una ragazza bellissima dai profondi occhi blu.
Non appena visti per la prima volta, si sono subito innamorati e dopo diverse lettere, decidono di mettere in atto questa “fuga d’amore”. Sembrano riuscirci ma poi ecco lí, lo zampino dei genitori che li separano perché troppo giovane e “acerbo” come amore.
Ma loro imperterriti, non si arrendono e grazie anche all’aiuto degli amici, lo rifanno e addirittura si sposano. Ok, forse sul matrimonio, sul per sempre e por toda la vida, casomai ne riparliamo.
Ma quello che mi ha fatto emozionare è stato sentire questo rapporto così libero e bello tra due adolescenti che hanno deciso di amarsi. E mi sono chiesta su quanto sia difficile riuscire a realizzarlo, viverlo senza i genitori che ci mettono i bastoni tra le ruote. E riflettevo su quanto una volta entrati nel mondo degli adulti, questa genuinità, libertà, realizzazione del rapporto si faccia complicata.
E poi Papillon, volevo raccontarti degli occhi di questi ragazzi, della loro sete di vivere e scoprire. Di come esultavano intrepidi quando il registra rispondeva con tutta la sua passione alle domande che gli venivano poste. E allora mi sono tornati in mente i ragazzi del video pubblicato qui su questo blog. Il loro domandarsi e cercare e volere delle risposte. E sai Papillon, voglio proprio dirgli grazie!
Grazie perché l’energia, ti direi quasi “invisibile” che trasmettono è così forte che è impossibile resistergli.
E nonostante tutto il casino che c’è fuori, il covid, la guerra, la crisi, il riscaldamento globale e chi più ne ha più ne metta, sapere che questi sono i giovani che ci seguiranno, mi dà ancora tanta voglia di scoprirlo e cambiarlo assieme a loro questo mondo. 

Irene

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