MIGRANTI: MERCE DA SCEGLIERE O ESSERI UMANI?

MIGRANTI: MERCE DA SCEGLIERE O ESSERI UMANI?

“In Venezuela, ci sono milioni di persone che stanno letteralmente morendo di fame. Sono cristiani, sono spesso di origine italiana. Io dico, ci servono immigrati?… Prendiamoli in Venezuela!”

È stato sui social che ho visto per la prima volta il video nel quale vengono proferite le parole in questione. Un video che risale al 2018 e che la scorsa settimana è diventato virale. Etichettato e considerato da noi giovani del mondo di Instagram e TikTok come un video ironico, satirico, con centinaia di commenti con risate e battute, che esprimono, con una certa incredulità, un “ma sul serio ha detto queste cose?”. Ebbene si, e se sentite bene alla fine del video c’è un terribile rumore di applausi. Al che ho pensato: siamo sicuri che basti farci una risata su un video del genere per rassicurarsi che tanto, una che dice queste cose, non potrà mai vincere le prossime elezioni? 

L’emergenza migratoria ucraina ha dimostrato come il sistema di accoglienza italiano possa essere in grado di accogliere migliaia e migliaia di migranti, garantendo loro in tempi brevi l’assistenza minima per radicarsi in un nuovo paese e sopravvivere lontano da un qualcosa di terribile per iniziare magari una nuova vita. Tutto questo solo per i migranti ucraini però. Per le migliaia di persone provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente che, via mare o via terra, decidono di rischiare tutto pur di fuggire da altre guerre, per loro no. Nessuna misura è stata presa per agevolare l’esercizio del diritto di chiedere asilo delle migliaia di cittadini russi e bielorussi contrari ai regimi di Putin e Lukashenko. 

Allora dico, come mai soltanto adesso ci meravigliamo tanto dalle parole della signora bionda, madre cristiana e italiana, per la quale i migranti sembrano essere una merce da scegliere e non esseri umani?
Forse quelle assurde parole non sono altro che il frutto di un pensiero latente, che in questi ultimi mesi sta emergendo in maniera sempre più violenta. Ed in vista del prossimo 25 settembre, ho paura che non basti più una semplice risata come reazione ad un pensiero del genere.

Giacomo

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Commento

  • Hai ragione Giacomo….una semplice risata non è più sufficiente ….bisogna avere il coraggio di indignarsi e di esprimere pubblicamente la propria indignazione….

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