IL PAZIENTE DI LUGLIO

IL PAZIENTE DI LUGLIO

Succede ogni anno che c’è qualcuno che mi chiama per iniziare una psicoterapia a ridosso dell’estate, quando cioè, come tutti sanno, gli studi stanno per chiudere per la pausa estiva. Con i giovani colleghi in formazione li ho chiamati “i pazienti di luglio”, caratteristici perché vogliono iniziare un rapporto proprio quando sanno che l’altro li “abbandonerà” a breve. Devono confermarsi fin da subito che i rapporti sono sempre deludenti. Poi c’è anche l’altro aspetto speculare, che sono invece loro stessi a mettersi nella condizione di poter scappare da un rapporto coinvolgente. A queste persone o dici di richiamare a settembre, e ci restano male (vedi, mi rifiuta, non gliene frega niente di me, neanche mi vuole vedere), oppure le vedi prima un paio di volte per poi rimandare a settembre e…ci restano male (vedi, mi rifiuta, mi ha visto e non gli sono piaciuta).

Chiariamo subito che una psicoterapia non risponde all’urgenza. Se c’è un problema urgente si va al Pronto Soccorso. La psicoterapia è invece un percorso che richiede una solida motivazione e quindi decidersi di iniziarla richiede un tempo di elaborazione e non dipende da un impulso momentaneo. Allora forse l’estate può servire a questa elaborazione.

Quindi, pazienti di luglio trasformatevi in pazienti di settembre: partire col piede giusto è importante!

M.M.

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