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PUÒ UN PROFESSORE FARE LA DIFFERENZA?

PUÒ UN PROFESSORE FARE LA DIFFERENZA?

Durante le vacanze natalizie, tra i regali e il pandoro ( non quello della Ferragni, intendiamoci!), ci siamo “distratti” con la nuova serie Tv Un professore, interpretata da Alessandro Gassmann che su Netflix ha ultimamente riscosso un notevole successo. Tornati in classe, non abbiamo esitato un attimo a raccontarlo alla prof. di Lettere, tentando di aprire un dibattito, nell’evidente speranza di saltare qualche ora di lezione (spoiler: missione compiuta!).

il protagonista di questa serie, Dante, nonostante alcune  ingenuità e diverse  problematiche nella vita privata, riesce a dare  tutto se stesso nella relazione con i suoi studenti mostrandosi disponibile e  attento alle esigenze degli alunni e alla loro realtà affettiva , anche al di fuori dell’orario di servizio. Insomma un’immagine fica di prof, certo un po’ idealizzata  ma fica. Ci siamo allora chiesti se potesse un solo professore fare la differenza. La nostra risposta è:: SI!

Sulla base delle nostre esperienze  ci sono almeno tre tipologie di prof.

Al terzo posto c’è il gruppo più numeroso, ovvero quei docenti che fanno solamente lezione. Normale, direte voi, è il loro lavoro! Sì, vabbè, ma  che noia! Li riconosci subito, perchè entrano in aula velocissimi, pronti alla prestazione e con un solo scopo:  spiegare ed esporre l’argomento, per poi andarsene tutti soddisfatti , certi di aver fatto il loro dovere.  Interazione con noi? Poca. Passione? Raramente. Professionalità? Magari sì ma è sufficiente?

Al secondo posto c’è la categoria peggiore . Quei prof che non vedono l’ora di interrogarci e  metterci quell ’insufficienza che a noi rovina il weekend mentre a loro sembra procurare una particolare  forma di soddisfazione…(capiteci se talvolta chiediamo di inserire i voti dopo il sabato, sennò rischiamo di non uscire per il resto del mese!). Il problema in realtà non sarebbe tanto il voto negativo ma  quello strano fenomeno ( per noi assolutamente incomprensibile) che ci trasforma in quel voto. Immaginateci, dunque, non più come dei ragazzi, ma piuttosto come giganti numeri rossi (3, 4, massimo 5+ eh) che sono seduti tra i banchi. E questo, per quanto possa far sorridere, ci scoraggia, dal momento che una volta preso quel brutto voto, rullo di tamburi, non te ne libererai MAIIIIIII. Ogni nuovo voto avrà l’alone dello scorso,per cui recuperare  equivale più o meno a sopravvivere al naufragio del Titanic…Teniamo a specificare che magari questi sono docenti anche preparati,  si fanno capire, sono molto precisi e puntuali ma  freddi, freddi come iceberg.  Con questi professori è quindi  impossibile instaurare un rapporto e se per caso, con adolescenziale ostinazione  provi ad aprirti con uno di loro,  non solo non sembra capirti ma spesso ti giudica!

Diversa è la situazione con un prof. come Dante, che per noi è la miglior categoria per cui conquista ovviamente il primo posto ( e noi…possiamo dirlo forte, per fortuna  ce l’abbiamo una prof. così!.) Con professori come Dante, infatti, spesso si instaura un rapporto di fiducia addirittura migliore di quello con i genitori ( si sa, i genitori talvolta sono molto pesanti, invece se ci capita di fare una “cavolata”e ne parliamo con la nostra professoressa, subito scatta la risata, cioè si riesce a restare leggeri, volando oltre la forza di gravità delle nostre paure)

Professori del genere ci vedono  come persone e non come un voto, ci guardano dentro e sono attenti alle nostre esigenze; ci dedicano il loro tempo anche extra scolastico …

Perché, parliamoci chiaro, con un professore si passano molte ore in classe, e c’è bisogno quindi di una relazione in cui ci sia attenzione, interesse, in cui non si abbia paura di sbagliare, in cui si possa ridere ma anche scazzare …in cui ci si possa confrontare pur nel rispetto dei ruoli, in cui insomma ci si possa voler bene….

Beatrice Arca

Sara Clemente

Sofia Schievano

Maria Vittoria Straface

Nicolò Travaglia

Studenti classe 3I Liceo Scientifico G.B. Grassi di Latina

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