NON BASTA ESSERE DONNA

NON BASTA ESSERE DONNA

Oggi vediamo tante protagoniste femminili nella vita pubblica, in campo politico, scientifico, artistico, sportivo e culturale. Possiamo parlare di donne al potere, di parità di diritti.

Anche noi in Italia, abbiamo “finalmente” una premier donna.

Chissà forse anche il prossimo presidente degli Stati Uniti sarà una donna.

Possiamo dire che la lunga storia di patriarcato inizia a vacillare e ad essere messa in crisi.

Non serviva molto: bastavano le quote rosa per avere un mondo più civile.

E’ un bel mondo in cui vivere questo, vero?

Ovviamente, purtroppo, scherzo! Non è affatto così. L’autoritarismo, la sopraffazione e la discriminazione ci circondano in ogni momento. Il diritto all’autodeterminazione, alla libertà di pensiero, alla libertà del corpo sono costantemente in crisi.

Sembra proprio che non basti essere donna per proporre un governo illuminato, per migliorare la vita delle persone, per migliorare la cultura e il confronto tra le persone.

Ho sentito tantissime donne dire “sono contenta perché comunque il nuovo presidente del consiglio sarà una donna, era ora”. E questo mi ha fatto pensare…

Da tempo sento parlare di scelte politically correct nella scelta degli attori di un film, nei discorsi pubblici, nelle opinioni divenute improvvisamente melliflue. E’ qualcosa che mi colpisce sempre e mi rattrista. Lo trovo profondamente ghettizzante. Essere scelta in un incarico solo perché il mio genere è femminile, o per il colore della pelle per la parte di un film mi farebbe sentire che sono solo un genere, un colore. Mi fa anche un po’ rabbia perché mi sembra una presa in giro. L’intenzione nascosta di queste dinamiche è in realtà accontentarmi e discriminarmi.

Entra il gioco qui la differenza tra il significato e il senso delle cose. E credo che oggi più che mai dobbiamo provare ad interpretare, a leggere, a vedere la realtà per molti di più che per quello che mostra. Dobbiamo andare un po’ oltre i significati.

Per restare su di un esempio più personale che riguarda tutti noi: qualcuno ci dice che ci ama. Le parole usate suonano bene, sono bellissime. Il significato è una meraviglia. Ma sono parole vere? Mi stanno proprio dicendo che mi amano?

Sappiamo tutti benissimo che non è sempre così. Il senso di quello che vediamo non sempre corrisponde a quello che vediamo.

Donne al potere. Una donna primo ministro. Ma come lo fa? Da donna? Mettendo in campo le sue doti di recettività, di sensibilità femminile, … o lo farà in modo disumano da antiabortista, omofoba, razzista?

Non basta quindi essere donna.

Allora il movimento in Iran, che vede unite le donne che non vogliono essere schiave degli uomini e gli uomini che non vogliono essere padroni delle donne, è la cosa più ricca di umanità e speranza di questo momento.

Maria Giubettini

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Commento

  • Quanta verità Maria,
    Sono sempre state contraria alle quote rosa come contentino, hanno sempre significato per me “non ce la fate, e allora vi facciamo la grazia”. Le condizioni necessarie affinché ci sia parità nella possibilità di realizzazione sono ignorate e si cerca di pareggiare il risultato.

    Marta Fascina eletta alla camera in Sicilia racconta un’Italia triste.
    E allora anch’io cara Maria mi rifugio nelle immagini che arrivano dall’Iran.

    Gohar Eshghi, 80 anni, madre di Sattar Beheshti, il blogger iraniano ucciso in carcere nel 2012 per aver criticato il regime di Khamenei, si toglie il velo in un video chiedendo a tutti di prendere posizione, di “non essere codardi”.

    È forse questa la politica delle donne?

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NON BASTA ESSERE DONNA
Foto scattata da: Mehran Falsafi
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