NESSUN(PERICOLOSO)PASSO INDIETRO

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In questi giorni ne abbiamo sentite tante, tra tutte colpisce una affermazione di Hillary Clinton su Giorgia Meloni: “L’elezione della prima donna premier in un paese rappresenta sempre una rottura col passato, ed è sicuramente una buona cosa. Però poi, come per ogni leader, donna o uomo, deve essere giudicata per quello che fa”.

Fatico a considerare eccezionale il fatto che in Italia una premier donna, come eventualmente in questo caso, rappresenti davvero il mondo femminile e meno che mai una rottura con il passato. Al contrario, ultimamente, in Italia e nel mondo si avverte sempre più prepotente la tendenza a voler tornare indietro. In America molte donne leader di destra sono contro l’aborto e a favore delle armi. Donne che in realtà sembrano odiare le donne, donne che supportano il potere maschile e quello del patriarcato, donne che hanno paura della libertà delle donne.

E’ inimmaginabile rimettere in discussione i diritti conquistati dalle stesse con anni di lotte e tormenti. E’ inimmaginabile se a farlo è un uomo, figuriamoci una donna. Ma forse la verità è che per discutere di certe cose non importa il sesso di chi lo fa (non voglio cadere in questo errore), conta la sensibilità che si possiede. E la sensibilità non ha sesso.

Come dice Maria Pranzo nella lettera ricevuta dal blog “Il Premier Donna”: “oggi mi è più chiaro cosa succede quando ci si allontana dalla realtà umana”.

I temi sono i più disparati, dall’immigrazione (sul tema “Migranti: Merce da scegliere o esseri umani?” Flash firmato da Giacomo), ai valori della famiglia tradizionale. Tutti urlati a gran voce e ideologicamente argomentati da parole che hanno l’odore di repressione, controllo, disumanità.

Ieri leggo una lettera indirizzata alla signora Meloni da Luca Trapanese, forse non tutti conoscono la sua storia. Luca è un uomo (non mi interessa raccontarvi cosa fa per vivere, dove è nato, il suo orientamento sessuale, religioso o politico), padre single che ha adottato Alba, una bambina con sindrome di down.

Vorrei provare a parlarvi di questa storia sospendendo ogni giudizio in merito e forse non sarò così brava da riuscirci.

Alba è una bambina che alla nascita è stata abbandonata, che nessuna famiglia di quelle in lista per l’adozione ha voluto. Luca scrive alla Meloni chiedendole di andare a fare visita nella loro casa per rendersi conto che la bambina è felice anche se non ha due genitori “come auspicabile da famiglia tradizionale”. Luca chiede di allargare la possibilità di adottare da single anche tutti gli altri bambini, non soltanto quelli che nessuno vuole.

La Meloni risponde che: “è giusto che in situazioni particolari come la vostra vi possa essere una adozione a tutti gli effetti”.

Una storia a lieto fine insomma. Se non fosse che a me arriva un retro pensiero terrificante, uno strano movimento nello stomaco e sulla pelle.

Esistono esseri umani di serie A e esseri umani di serie B? Questa selezione fa paura. C’è da ammetterlo.

Questa affermazione “situazione particolare” cosa significa veramente?

Penso che ogni bambino abbia il diritto di essere amato. Non mi sento di aggiungere molto altro.

Per puro caso mi sono imbattuta in un film del 2018 “Sono tornato” di Luca Miniero; era un pigro tardo pomeriggio nel quale avevo deciso di scegliere un film leggero e farmi qualche risata spensierata. La pellicola racconta l’ipotetico ritorno di Benito Mussolini ai nostri giorni. Non ho riso molto nonostante la bravura comica dei protagonisti. La figura di Mussolini perfettamente in sintonia nei salotti televisivi dei talk show moderni fa riflettere profondamente sul potere che possono esercitare i media nel rendere i propri spettatori smemorati e in grado di perdonare anche il più feroce dei criminali, perché “in fin dei conti ha fatto pure cose buone”. No! Non le ha fatte.

Il regista descrive bene come ci si possa schierare dalla parte sbagliata perché ai tempi odierni un selfie giusto, qualche frase acchiappa like ben scritta sui social fa simpatia e crea consensi.

Le elezioni sono vicine e mai come stavolta c’è da temere il peggio. Tornare indietro, dimenticare, far finta di niente, considerare tutto quello che è diverso da noi una minaccia o peggio ancora “non umano”…è pericoloso.

Facciamo sentire le nostre voci ora. Andiamo a votare perché se anche non sappiamo da che parte andare DOBBIAMO sapere da quale parte non stare.

P.S. Forse, visto che il caso non esiste, non mi sono imbattuta senza motivo in questo film! Ma io, dalla mia, come tanti altri, ho la certezza dell’innata bellezza degli esseri umani che non mi fa mai perdere la speranza. Per cui la vera rottura con il passato non sarà determinata dall’ eleggere un premier donna. Ma un premier pieno di rispetto per gli esseri umani. Tutti.

Valeria Verna

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Foto scattata da: Jean-Baptiste Burbaud
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