LA MADRE SCHIZOFRENOGENA

LA MADRE SCHIZOFRENOGENA
Elodie: “Come si fa a usare una parola come “devianze”, così becera per parlare di problematiche giovanili?… Se c’è una problematica significa che c’è una ferita, e come tale va curata.”

Una madre va a trovare il figlio ricoverato in clinica psichiatrica. Contento di vederla le mise di impulso il braccio intorno alle spalle al che ella si irrigidì. Egli ritrasse il braccio e la madre gli domandò: “non mi vuoi più bene?” Il ragazzo arrossì e la madre disse ancora: “caro non devi provare così facilmente imbarazzo e paura dei tuoi sentimenti!” il paziente non poté restare con la madre che pochi minuti ancora e dopo la sua partenza aggredì un’inserviente e fu messo nel bagno freddo.

Ho riportato testualmente un esempio molto conosciuto di doppio legame citato da Haley che pensava che questo tipo di comunicazione incongrua della madre, definita schizofrenogena prendendo in prestito il nome coniato da Frieda Fromm-Reichmann, causasse nel figlio la malattia mentale per l’impossibilità di quest’ultimo di rispondere in modo adeguato.

Ricordo che tempo fa un ragazzo introverso, chiuso, timido fino all’inverosimile trovò il coraggio di uscire con una ragazza che gli piaceva da morire. Torna a casa la sera felicissimo con un viso che sprizzava felicità da tutti i pori e la madre si arrabbiò tantissimo perché…aveva lasciato la stanza in disordine! Ma voi veramente credete che si fosse arrabbiata per quello?

In questi casi i ragazzi spesso entrano in conflitto perché non hanno il coraggio o la capacità di portare quella sensazione indefinita di rabbia a livello della conoscenza. Arrivare cioè a comprendere fino in fondo qual è la vera realtà interna della madre che in questi casi è grossolanamente definibile come: mia madre non mi vuole bene. Ma è difficile arrivarci, spesso ci si ferma prima della conoscenza e si rimane a metà tra una rabbia cieca e i sensi di colpa.

In questo periodo si sente un coro fastidioso di gente, intellettuali e giornalisti, che dicono che è ridicolo pensare ad un ritorno del fascismo. Al di là della ben nota tendenza a correre in soccorso dei vincitori (Flaiano) penso che siano diventati troppo razionali ed abbiano perso la capacità di sentire e vedere oltre le parole. Certo neanche io credo che torneremo a vedere sfilare i balilla ma penso che proprio per questo rischiamo di trovarci in una dimensione più nascosta, strisciante, sotterranea, ipocrita di pensiero fascista molto difficile da decifrare con chiarezza, e la chiarezza è una condizione imprescindibile per arrivare ad un vero rifiuto, ad un NO, e rischiamo nel prossimo futuro di assistere ad una ribellione cieca che distrugge senza costruire nulla, come nel ragazzo del primo esempio.

Cerchiamo di orientarci ricorrendo ad alcuni passaggi della nostra futura premier. “In Europa c’è un disegno che mira alla sostituzione etnica per far entrare gli immigrati…un’invasione pianificata e voluta…per dare manovalanza a basso costo, schiavi da consegnare ai poteri forti”. A parte che suggerirei di leggere un libro di storia, è sufficiente anche il sussidiario che si usava alle elementari per scoprire che ad esempio l’Italia è stata invasa tantissime volte nel corso dei secoli per cui questa etnia a cui fa riferimento non si capisce bene in cosa consista. Ma a parte questo la prima sensazione che si ha ascoltandola è che sia razzista però poi lei dice che questa “sostituzione” (?) va impedita perché i migranti verrebbero sfruttati e resi schiavi. Allora non è razzista è solo buona e generosa. Salvo poi scoprire, come giustamente ci fa notare Giacomo nella sua lettera, che invece i venezuelani possono essere accolti perché sono cristiani. Ah, allora la sensazione iniziale che si aveva avuto era esatta! Allora non c’è il problema dell’invasione quando si tratta di cristiani! Evito ora di parlare delle radici cristiane ma ripensando agli orrori che i cristiani hanno compiuto nella storia, si pensi alle Crociate o alla Santa Inquisizione, francamente spero di non avere nessuna radice cristiana. Prendiamo un altro passaggio, la legge 194 sull’interruzione di gravidanza. “Io non sono contro la 194 voglio solo dare garanzie in più dando la possibilità a chi non vuole abortire di ricevere un sostegno…mentre oggi ci sono istituzioni che ti spingono a fare la cosa più facile” (l’aborto n.d.r.)

Anche qui un brivido pervade il corpo nell’ascoltarla.

Ci sarebbero veramente tantissime cose da dire ma sicuramente ci sarà modo di farlo in futuro ora però vorrei accennare ad alcune idee che si annidano e fondano questo pensiero. So che potrà sembrare un passaggio astratto ma non lo è affatto perché se non ripartiamo dal rifiuto di certe idee di fondo non riusciremo mai a porre le fondamenta per un nuovo pensiero realmente di sinistra.

Un’idea è quella che l’essere umano non possa cambiare, così è stato fatto da dio e così rimarrà per sempre. Ne deriva che il nuovo e il diverso saranno sempre visti come pericolosi, anormali, e andranno eliminati, emarginati o ricondotti alla “normalità”. 

Cito a questo proposito un passaggio di Orban, l’amico della Meloni (lei queste cose non le dice e non le dirà mai, ovviamente!): “Dobbiamo affermare che non vogliamo che nella nostra società ci siano la diversità, la mescolanza. Non vogliamo che il nostro colore, le nostre tradizioni e la nostra cultura nazionale si mescolino con quelle degli altri. Non lo vogliamo. Non lo vogliamo affatto. Non vogliamo essere un paese dove ci sia diversità. Vogliamo essere quello che eravamo mille e cento anni fa”.

L’altra è quella che tutti gli esseri umani hanno sotto sotto una realtà violenta, animalesca, che è la natura umana più profonda e pertanto devono essere controllati da un ente superiore.

Non oso pensare, con questi presupposti, a quello che sarà la situazione nelle carceri, piene di ragazzi, perlopiù extracomunitari…

La sinistra, purtroppo anch’essa in parte vittima di questi pensieri, deve invece riuscire a confutarli senza se e senza ma. 

Tornando sulla questione dell’aborto e della pillola RU 486, deve essere chiaro che in questi casi non si tratta di lasciare la donna libera di assassinare i bambini – come qualche delinquente misogino dice – ma di comprendere che il feto è una realtà esclusivamente biologica, prima del sesto mese di gravidanza, se messo fuori dall’utero, non ha alcuna possibilità di sopravvivere. La vita umana si comincia a formare alla nascita con la realtà mentale, psichica e pertanto nell’aborto non c’è alcun omicidio. . Su queste cose occorre la massima chiarezza. Altrimenti di questo passo si rischia di arrestare per strage un ragazzo che si è masturbato in quanto avrebbe ucciso milioni di potenziali bambini! E comunque pensare che per una donna scegliere di abortire sia la cosa più facile, fa veramente rabbrividire. E sentire queste parole proprio da una donna fa ancora più effetto.

In questi giorni mi è capitato di ascoltare Elodie intervistata da Diego Bianchi a Propaganda Live. Mi ha colpito la sua intelligenza, come dire, naturale. Il suo pensiero sembra fondersi con il corpo e con gli affetti, un tutt’uno che la porta a rifiutare spontaneamente, senza incertezze e senza ideologie, certi pensieri violenti che invece confondono tante persone. 

Quando il pensiero si scinde dagli affetti diventa razionalità astratta che non capisce più la realtà umana, va bene con gli oggetti inanimati, per misurare un tavolo o per pesare la pasta, ma fallisce miseramente nel rapporto interumano.

A questo proposito vorrei ricordare che tempo fa Anna, una lettrice, mi rimproverò di aver fatto una diagnosi affrettata a Putin in quanto non lo avevo visitato per cui lei giustamente diceva ma come fai a dire certe cose? Se sotto un profilo formale poteva essere giusto quello che diceva la nostra amica però per me era importante sottolineare una cosa e cioè che chi arriva con questa freddezza a mandare al massacro migliaia di ragazzi che hanno il compito di uccidere altre migliaia di ragazzi, non può essere sana di mente proprio perché sono certo che la natura umana non sia questa, per cui non ho alcun bisogno di visitarlo e francamente neanche alcuna voglia! Ed inoltre ci tenevo a sottolineare, visto che ci si interrogava molto su questo, si diceva “non è matto perché è lucido”, che la malattia mentale risiede proprio nella estrema razionalità, logica fredda e spietata che annulla completamente la realtà umana altrui, le persone diventano oggetti. 

So che molti storceranno il naso di fronte a certe mie osservazioni, la gente ha il problema delle bollette e non gliene frega niente di queste cose, però io penso che se non ripartiremo dai fondamentali non si andrà mai da nessuna parte. Tante persone in questo periodo dicono di aspettare a giudicare il nuovo governo per vedere i fatti, l’unica cosa che conta davvero. Io penso invece che la politica sia ricerca, passione, amore, sogno…utopia e i tantissimi giovani che non sono andati a votare ce lo ricordano drammaticamente.

Marco Michelini

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Commenti (3)

  • Ripartire dai fondamentali è assolutamente essenziale per capire bene dove ci si sta dirigendo! Avere chiaro il pensiero per poi poter agire, senza “aspettare di vedere i fatti”, in quanto “i tantissimi giovani che non sono andati a votare” sono i fatti che, tra gli altri, ora, fanno la differenza, e non possono passare inosservati.

  • Zampilli di coraggio e sorgenti di chiarezza rinfrescano e muovono l’acqua torbida di questi giorni. La bellezza di un pensiero di sinistra prezioso e raro.

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Elodie: "Come si fa a usare una parola come "devianze", così becera per parlare di problematiche giovanili?... Se c’è una problematica significa che c’è una ferita, e come tale va curata."
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