Il primo amore…

Il primo amore…

non si scorda mai, dice il proverbio. Ma forse non è sempre così.

Tante volte mi è capitato di sentire, nel mio lavoro, che non era ritenuto importante, solo una banale cotta adolescenziale, non una cosa seria.

Invece poi scopri che proprio quel fattarello adolescenziale, ha avuto un’importanza decisiva, fondamentale nell’evolversi della vita.

Per comprendere dobbiamo fare un passo indietro e ritornare a quei momenti, quando hai sentito che lei, e soltanto lei, ti faceva provare emozioni mai sentite prima. Difficile dire perché proprio lei, impossibile valutarne analiticamente i motivi. Quel sorriso, quel gesto, quel modo di fare, quel movimento che ti manda la pancia in subbuglio. Qualcuno è arrivato a dire: mi sembra di conoscerla da sempre!

Come se l’altro corrispondesse a qualcosa di nostro a noi stessi sconosciuto, un’immagine, che l’altro ci va a rappresentare. E se questo amore è corrisposto, ci cambia la vita. Ci permette di spazzare via, in un sol colpo, anche un’infanzia vissuta non troppo felicemente.

Francamente, mi sento di augurare queste emozioni anche a chi è in tarda età, non credo affatto che siano esclusive del periodo adolescenziale. Però è vero che molto spesso questi innamoramenti così coinvolgenti, non si ritrovano più nell’età adulta. Dirò di più, spesso si perdono molto presto. Perché?

La vita non è semplice e lo stare bene non è un fatto statico dato una volta per tutte, ma è caratterizzata dal movimento. Non puoi fermare quel momento felice e se tenti di ripeterlo, rischi di rimanere profondamente deluso.

Alcune volte capita di sentire coppie che dal primo innamoramento adolescenziale sono rimaste insieme per tutta la vita, ma non sempre si tratta di coppie felicissime, dove la parola Amore è decisamente sfumata.

Allora forse il vero problema risiede nella separazione, quello è il momento in cui si rischia di “scordarsi” il primo amore.

Ma cosa significa scordarsi il primo amore? Non certo dimenticarsi dell’altra persona, come si chiama, se è bionda o mora. In questo caso si tratterebbe di un serio disturbo neurologico. È invece come se si perdesse qualcosa di se stessi, perduta per sempre nell’altro che va via, arrivando così ad un grave vuoto interno e conseguente perdita di vitalità. E da qui poi seguiranno i rapporti “maturi”.

Molti avvertono questo rischio e riescono, giustamente, a tenersi quella tristezza profonda, del tutto fisiologica in un rapporto che finisce. 

Ma passato questo periodo più o meno lungo, ti svegli una mattina e scopri che la tristezza è passata, che apprezzi quel sorriso di una ragazza incontrata per caso e ti senti diverso, migliore di prima, l’immagine bella di quella storia d’amore è ora saldamente dentro di te, ti ha arricchito e reso pronto a rivivere un altro amore.

Talvolta invece il senso di vuoto legato all’idea di perdere la persona amata o, più correttamente, di perdere quella dimensione sconosciuta a se stessi, quell’immagine che l’altro ci rappresentava, fa emergere una profondissima angoscia. Come se non si riuscisse più a riprendere in sé quel qualcosa che l’altro ci rappresentava, come se l’altro fosse concretamente quel qualcosa e, perdendo l’altro, si verificasse una perdita definitiva mai più sanabile. Da qui il tentativo disperato di tenere a sé l’altro in tutti i modi possibili.

Ma la reazione più negativa è quella fredda che porta a trovarsi il giorno dopo un sostituto, quella in cui l’immagine dell’altro e del proprio rapporto con l’altro, viene cancellata completamente e forse per sempre, come se quel rapporto non fosse mai esistito o, tutt’al più, fosse stato una “banale cotta adolescenziale”

Ovviamente la cultura nella quale siamo immersi, quella del “canta che ti passa”, non aiuta anzi tende a considerare quei fisiologici momenti di tristezza necessari per elaborare una separazione, come qualcosa da allontanare al più presto con qualsiasi mezzo.

Allora dai, non scordiamoci il primo amore, anche se è finito male, magari con un tradimento o con un rifiuto improvviso e incomprensibile. Ma tutto quello che c’è stato prima non deve sparire, deve rimanere dentro di noi per consentirci di realizzare ancora tanti altri primi amori!

Marco Michelini

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