HO INCONTRATO UNA MARZIANA

HO INCONTRATO UNA MARZIANA

Camminavo pensieroso su via Sannio: prima il covid adesso la guerra, è proprio un periodo difficile. Qualcuno cerca di pensare ad altro, non sentendosi minimamente rappresentato da questi politici incapaci e guerrafondai, avendo ormai perso l’idea di poter incidere sull’assetto della società. Qualcun altro sta andando incontro ad una brutta depressione perché rischia di perdersi i valori nei quali aveva sempre creduto, pensando ora di essersi soltanto illuso, convincendosi che avessero ragione “loro”, che l’essere umano è fatto così e non c’è verso di cambiarlo. Altri sono solo spaventati all’idea di perdere parte delle proprie ricchezze… “Ciao, mi sai dire dov’è via Sannio?” Una voce dolce mi risveglia dai miei pensieri. Alzo gli occhi e vedo una donna bellissima dal colore indefinibile. Sono talmente attratto da lei che perdo la lucidità. Mi sembrava di aver già sentito il nome di quella strada ma in quel momento non riuscivo proprio a ricordare dove fosse. L’esperienza acquisita negli anni mi permette di aggirare lo smarrimento cambiando discorso. “Da dove vieni?”  “Da Marte” mi risponde, ma ho la sensazione che non mi stia dicendo tutta la verità, come spesso le donne, anche lei è restia a darmi l’indirizzo preciso. “Venendo ho visto che anche voi fate i fuochi d’artificio, pure noi festeggiamo spesso così” “Beh veramente…non sono fuochi d’artificio…sono bombe” “Bombe??” mi risponde spaventata e sbigottita. “Non le usiamo spesso ma tutti i paesi sono armati fino ai denti, spendiamo tantissimi soldi per le armi che usiamo come deterrente, ci servono per avere la pace”. Scoppia a ridere “Sì sì, vi armate per fare la pace, ma dai! Ci ero cascata! Mi avevi fatto paura! Però mi piacciono gli uomini che cercano di far ridere le donne”. Fingo di ridere anch’io, vergognandomi di dirle che non si trattava affatto di una battuta. Poi però ritorno serio e provo a spiegare “Il problema qui da noi è che non siamo tutti uguali, ci sono i bianchi, i neri e i gialli”. “Ah, mi dispiace, solo tre colori in effetti sono pochi. Da noi invece ci sono tutti i colori e più si ha rapporto con colori diversi, più si diventa belli”. Vengo immediatamente colto da una fortissima gelosia, lei così bella chissà con quanti colori sarà stata! Però poi penso che se i risultati sono questi, al diavolo la gelosia! Con un malcelato moralismo le dico “Se fate l’amore con tutti questi colori diversi, avrete sicuramente un problema di sovrappopolazione che prima o poi si farà sentire”. “Cosa? Ma che dici? I bambini mica li facciamo facendo l’amore, noi facciamo l’amore per conoscerci profondamente, perché ci piace. I bambini li facciamo utilizzando delle provette e solo quando abbiamo raggiunto un alto livello di bellezza”

Cerco di riprendere il filo del discorso “Senti…(speravo mi dicesse il suo nome invece niente) qui da noi chiunque sa che in fondo siamo tutti un po’ pazzi, violenti e assassini. Basta aprire un giornale o ascoltare la televisione per sentirselo sempre ripetere. E poi lo dice anche Sigmund Freud (so che le citazioni danno sempre un senso di scientificità alle cose che si dicono, ci sono psicoanalisti che non fanno altro). “Ah sì, Sigmund Freud ricordo di averlo studiato nei libri di storia antica, quando l’essere umano non si era ancora differenziato dagli animali ma oggi nessuno la pensa così”. Mi sento stretto in un angolo, spiazzato e ancora una volta mi viene in aiuto l’esperienza: è il momento di tirare fuori il mio cavallo di battaglia “Sono un bravissimo psicoterapeuta!” esclamo con orgoglio. “E cos’è uno plicoterapeuta?” “Psicoterapeuta! Mi occupo di malattie mentali” e da lì inizio tutto un discorso sulla psichiatria, la psicopatologia, sulle varie forme di malattie mentali ma non riesco a decifrare il suo stato d’animo. Non capisco se sia annoiata, incuriosita o divertita. Dopo un po’ mi interrompe scoppiando a ridere un’altra volta “Ma noi non abbiamo le malattie mentali, solo malattie del corpo! In questo periodo abbiamo avuto un virus pericoloso e i nostri medici hanno saputo trovare in tempi brevi il vaccino che è stato immediatamente distribuito su tutto il pianeta”. “Questi medici saranno diventati ricchissimi!” le dico. “Macché ricchissimi, sono diventati bellissimi, con colori stupendi!” (altra botta di gelosia ma ormai mi stavo abituando). “Comunque tu non ti preoccupare, anche se fai un lavoro socialmente inutile, da noi avrai sempre di che sopravvivere, non lasciamo mai nessuno da solo”. Ormai mi sentivo proprio a pezzi, mi accorgevo di impallidire sempre di più. “Sai che un colore pallido come il tuo non l’avevo mai visto?” In quel momento realizzo che l’unica chance di rapporto con lei stia proprio nell’accettare quel mio pallore e mi si riaccende la speranza. Alzo lo sguardo ma vedo che lei è già lontana. “Dimmi almeno come ti chiami!” le urlo. C’era il rumore del traffico e di una ruspa che stava lavorando lì vicino e non sono sicuro ma mi sembra abbia risposto: “Immagine femminile”.

Marco Michelini

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Foto scattata da: Engin Akyurt
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