ELOGIO DELLA TENEREZZA

ELOGIO DELLA TENEREZZA

In questi giorni abbiamo visto scorrere davanti ai nostri occhi decine e decine di immagini drammatiche raffiguranti la situazione in Afghanistan. Tra le tante quella che mi ha colpito di più è una sequenza di fotografie in cui è raffigurata una coppia, un uomo e una donna. La donna, che nella prima foto appare bella e sorridente progressivamente viene coperta da veli e burka sempre più pesanti fino a scomparire del tutto nello sfondo nero.

Ho letto un articolo interessante che raccontava che venti anni fa, durante il governo dei talebani, non solo la donna aveva perso ogni diritto e ogni libertà, ma avevano addirittura proibito l’uso delle scarpe con il tacco perché persino il rumore del passo di una donna era intollerabile per loro.

Mi sono chiesta perché le donne Afghane debbano scomparire o forse meglio: perché tutte le donne (o quasi) devono essere cancellate? Eh già, perché di talebani al mondo ce ne sono molti e non tutti indossano turbanti e kalashnikov.

È una domanda impegnativa e non esiste una solo risposta: perché alcuni uomini non tollerano che una donna susciti in loro il desiderio? Perché non riescono a sopportare qualcuno che sia più debole fisicamente ma altrettanto intelligente? Forse perché se fai tua la rigidità del fondamentalismo poi ogni persona diversa da te rappresenta il Male?

La risposta che voglio darmi oggi è che le donne, e in particolare le donne arabe, non hanno perso la tenerezza e per questo hanno una femminilità che nessun velo riesce veramente a nascondere. Un modo di essere donne che forse noi occidentali abbiamo perso correndo dietro alla parità di genere, a contrapposizioni sterili e alla fine ci siamo confuse. Avere gli stessi diritti non vuol dire essere uguali. Saper conservare la diversità senza uccidersi a vicenda è molto difficile, ma fondamentale.

Tutto questo non vale solo per gli uomini appartenenti all’Isis o talebani. Penso al numero sempre crescente di femminicidi e non credo che la violenza sulle donne sia da imputare a una sola religione o a una sola area geografica.

Allora mi viene in mente che forse per uomini come i guerrieri di Dio, i mariti gelosi, i violentatori e gli assassini la tenerezza nel cuore di una donna è pericolosa. Pericolosa perché gli ricorda l’umanità che hanno perso, le possibilità che altri e altre hanno e che loro vorrebbero cancellare dal mondo.

Oggi quindi vorrei sostenere che la tenerezza è rivoluzionaria perché in un mondo in cui diventare adulti vuol dire troppo spesso trasformarsi in persone dure e fredde, conservarla permette di vivere un’adolescenza perenne. Non so se somiglia alla rivoluzione permanente che cercava la generazione precedente alla mia, io oggi auguro solo alle mie sorelle afghane di fiorire mille e mille volte contro uomini piccoli che sembrano giganteschi solo per la loro violenza.

Gioia Piazzi

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