LIBERTA’ DI SPOGLIARSI, NON DI ESSERE.

LIBERTA’ DI SPOGLIARSI, NON DI ESSERE.

(L’articolo che segue è stato realizzato dagli studenti di una classe seconda del Liceo scientifico G.B. Grassi di Latina, all’interno del progetto formativo scolastico “Papillon, scrivere in un blog”, relativo all’a.s. 2022/2023)

Apparentemente viviamo la parità dei sessi. Culturalmente ancora no. 

Qualche giorno fa la nostra professoressa di Italiano ci ha proposto il documentario: IL corpo delle donne di Lorella Zanardo, facendoci così riflettere sul ruolo della figura femminile in tv. Ogni giorno, in prima serata, vengono proposti programmi, giochi televisivi, pubblicità dove, troppo spesso, le donne appaiono come semplici corpi la cui unica funzione è quella di richiamare l’attenzione maschile, come se la realtà più profonda del femminile non dovesse assolutamente emergere. Pensiamo, ad esempio, al programma Libero di Teo Mammuccari, andato in onda a partire dal 2000, dove la giovane Flavia Vento veniva pesantemente derisa dal conduttore davanti a milioni di spettatori mentre era  rinchiusa, ogni sera, in una gabbia di plexiglas sotto un tavolino. Di fronte alle numerose critiche della stampa e dell’opinione pubblica il conduttore all’epoca rispose<< Non capisco il perchè di tutte queste polemiche: la ragazza è una scultura vivente e nella gabbia ha anche I buchi per respirare!>> 

<< Guardando questo documentario- racconta Maria Vittoria- abbiamo scoperto aspetti di una Tv che viviamo quotidianamente e di cui non eravamo consapevoli. A volte avevo pensato che  la figura della donna  fosse solo di “decorazione” ma adesso ne ho la certezza. E’ una cosa violenta e inoltre questa immagine falsa che viene proposta rischia di mettere in difficoltà tutte le donne “non perfette” che guardano questi programmi. E poi, che cosa succede alle donne che “interpretano” un ruolo irreale, finto, magari perdendo nel tempo parti della propria realtà interna? Continueranno a sapere chi sono?>>. 

<<Io penso che le donne siano una ricchezza- prosegue Sara- e ridurle ad un semplice strumento per fatturare e attirare l’attenzione è vergognoso. Perchè dobbiamo apparire per forza stupide non lo capisco! Dovremmo ricordarci sempre che non abbiamo solo il  corpo!>> 

<< Ma sono I maschi che ci vogliono vedere così!- replica Melissa- In fondo sono loro che hanno il maggior potere in TV.>>  

Eppure si parla tanto di parità dei sessi, si discute addirittura sull’uso dei generi nelle professioni (assessore/a, sindaco/a ecc…), ma l’immagine delle donne e la loro reale possibilità di essere a noi sembra ancora una conquista difficile. 

Giulia, infatti, sottolinea che <<in tutto il mondo le donne si battono per I loro diritti, pensiamo alla rivolta in Iran di questi giorni, ma In Italia non vedo ancora una vera e propria ribellione, specialmente delle donne che accettano di “vendersi” alla TV>>.  

<<Secondo me invece le donne nella televisione non sono semplici corpi- dice Gianmarco- A volte capita ma ci sono anche situazioni in cui fanno la differenza, conferiscono maggiore personalità al programma dando voce a tutte quelle donne che magari restano nell’ombra>> 

<< Posso raccontare il mio punto di vista di ragazzo? – chiede Davide- Onestamente, da maschio la presenza di queste donne che vengono trattate come oggetti non attira la mia attenzione, anzi, mi convince a cambiare canale, anche se quello che sto vedendo mi interessa molto. Nella realtà di tutti I giorni, del resto, non è così. Secondo me, sono pochi I ragazzi che vedono le ragazze come semplici corpi. Sono molti di più quelli che cercano di confrontarsi, nonostante le paure e le timidezze>>. 

Ma allora la domanda che ci viene spontanea è: Perchè la cultura dominante cerca di proporci ancora quest’immagine femminile? Perchè le donne possono essere libere di spogliarsi ma non di essere? 

Giulia Alonzo

Sara Clemente

Gianmarco Franzini

Melissa Lodato

Davide Mascari

Maria Vittoria Straface

(Classe 2^I, Liceo Scientifico G.B. Grassi di Latina)

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Commenti (6)

  • Che belle queste riflessioni! I ragazzi di oggi sono spesso tacciati di insensibilità, di essere tutti concentrati sulle apparenze, sulle immagini da consumare in un attimo sui social. E invece… invece voi dimostrate a noi boomers che non è affatto così. Grazie, grazie di avere scritto qui i vostri pensieri. Sono importanti, ora più che mai.

  • Grazie ragazzi! La riflessione finale sulle donne libere di spogliarsi e non di essere la dice lunga su quanto ancora radicato sia, un pensiero nella cultura dominante che proprio non vuole cambiare. Ma io confido in voi e in noi insieme a voi 😊queste riflessioni che partono da un pensiero che è diverso sono il carburante per alimentare il cambiamento in questo mondo!

  • Che dire ragazzi?
    Ascoltare un pensiero intelligente, costruttivo, appassionato e coinvolgente come il vostro è uno stimolo fortissimo..
    Grazie!

  • Spiazza ed emoziona la profondità e la semplicità di queste riflessioni.
    Melissa ci scrive che “i maschi vogliono vederci cosi” e fino a quando ci saranno donne come Flavia Vento sarà difficile proporre un’immagine diversa: gli uomini possono ancora rinchiuderci in una gabbia di plexiglas solo con la nostra complicità.

    Oggi però un pensiero nuovo e bello è possibile, perché ci siete voi… grazie!

  • Grazie ragazzi, mentre vedo uno speciale su Rai 1 su una ex giornalista iraniana Masih Alinejad, costretta a vivere lontano dal suo paese ma che continua a lottare per la libertà delle donne in Iran, penso a voi. Una sua frase : se ognuno di noi piantasse un seme, il mondo sarebbe pieno di fiori. Grazie ancora per il vostro seme.

  • Riflessioni profonde, pulite, emozionanti per quello che traspare……
    una consapevolezza forte a dispetto della giovane età: “Che cosa succede alle donne che “interpretano” un ruolo irreale, finto, magari perdendo nel tempo parti della propria realtà interna?”;
    una sensibilità che dà speranza: “da maschio la presenza di queste donne che vengono trattate come oggetti non attira la mia attenzione, anzi, mi convince a cambiare canale”
    Grazie ragazzi.

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